DITELO CON I FIORI

 Ladies and Gentlemen:
Mister DONALD E. WESTLAKE !

di peter patti

 INTRO

Donald Westlake Per trovare i suoi libri, in Europa bisogna fare i salti mortali. Eppure questo prolificissimo autore, creatore della serie umoristica sul ladro geniale ma sfortunato Dortmunder, ha dappertutto una folta schiera di aficionados, e in America i suoi titoli raggiungono tirature eccezionali.

Nato a Brooklyn il 12 luglio 1933, Donald E(dwin) Westlake è tra i giallisti più interessanti in assoluto. Il padre, un irlandese purosangue, si impiantò a Harlem all'inizio del secolo, quando la scritta "NINA" non era un codice nascosto in un quadro di Hirschfeld, ma - come narra lo stesso Westlake - "un'abbreviazione in calce al cartello 'Help Wanted' (cercasi personale)".
NINA stava a significare: 'No Irish Need Apply' (irlandesi non desiderati).
Westlake senior, con il quale Donald fu sempre legato da affetto profondo, portava la dentiera.
"Aveva perso i denti durante la Prima Guerra Mondiale, quando uno dei suoi commilitoni mise il piede su una mina e perse, da parte sua, molto di più dei soli denti."

Come il padre, anche Westlake junior, dopo aver trascorso l'infanzia ad Albany e aver studiato all'Harpur College, indossò la divisa dell'esercito americano, prestando servizio militare in Europa, nell'Air Force; ma, fortunatamente per lui, dovette farlo in tempo di pace. Rimpatriato, si mise a lavorare per un'agenzia letteraria. Lasciò tale attività per dedicarsi al teatro e, nonostante i successi riscontrati in quel campo, si lasciò prendere dalla vocazione di scrittore.

    Iniziò a pubblicare nel 1960. Da molti suoi romanzi sono stati ricavati film di alterno valore. Tra i più recenti: Payback, con Mel Gibson, e Two Much, con Antonio Banderas e la Griffith. Nessuna delle versioni cinematografiche, a conti fatti, rende giustizia al corrispettivo modello letterario, e ciò malgrado l'indiscutibile bravura degli interpreti (tra gli altri: Robert Redford e George C. Scott, entrambi nei panni del personaggio Dortmunder).

    Come scrive nella prefazione a Thieves' Dozen (2004), l'autore fu "a dir poco stupito di scoprire che Dortmunder era Robert Redford."
    Il film in questione era The Hot Rock (La pietra che scotta).
    Diversi anni dopo, in seguito a "a contractual contretemps with a motion picture studio", rischiò addirittura di perdere la paternità spirituale sul suo personaggio. Poi, per fortuna, la vicenda si risolse per il meglio.

Nonostante ogni cosa, Donald E. Westlake ha sempre mantenuto i contatti con l'industria hollywoodiana. Il suo adattamento del romanzo The Grifters (Rischiose abitudini), di Jim Thompson, gli valse nel 1990 una nomination all'Oscar per la migliore sceneggiatura.
Ma restiamo ai suoi, di romanzi: le trame sono intricate, i colpi di scena abbondano. Non si capisce perciò come mai nel Vecchio Continente essi vengano snobbati o scarsamente considerati. Ad ogni modo, bisogna attestare alla Mondadori il merito di aver scoperto Westlake per l'Italia. E' stata la lettura di Ditelo con i fiori - apparso dapprima nella collana dei Gialli, poi negli Oscar - a farmi entusiasmare per questo scrittore geniale e versatile (oltre al poliziesco, Westlake si è cimentato nella fantascienza, nei western e nella letteratura per l'infanzia).

In anni più recenti, alcuni suoi libri sono stati pubblicati dalla EST, da Marco Tropea Editore e dalla Edizioni Pendragon. Quest'ultima casa editrice (qui l'homepage) ha deciso di ristampare alcuni titoli della serie degli "Ineffabili 5".

                                                                     
                               

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        I contatti agganciati via Internet con i fans che hanno avuto la ventura di conoscerlo personalmente, mi hanno dato conferma di quanto emerge dalle notizie che già avevo di lui: Donald è alto, stempiato, nervoso, asciutto, scattante e indossa per anni gli stessi vestiti e le stesse scarpe. Ha avuto quattro figli da svariate mogli e con loro compie lunghi viaggi in camper, preferibilmente attraverso l'Europa (è stato spesso anche in Italia; con la moglie Abby, ha soggiornato in una fattoria della Toscana). La sua vita assomiglia a molte delle pagine che ha scritto e che continua a scrivere: vivace, istrionesca, imprevedibile, pirotecnica. (A Likely Story è certamente il suo romanzo più "autobiografico". I personaggi sembrano essere scaturiti dalla fantasia di un altro newyorkese celebre: Woody Allen. Leggere per credere.)
        Un tipo simpaticissimo, mi hanno detto di lui. Nei meeting a cui è invitato, non disdegna di chiacchierare con il pubblico e, quand'è veramente in forma, si esibisce cantando qualche ballata country accompagnandosi alla chitarra.

        Per comprendere il sense of humor di questo scrittore, il quale, pure, esordì con le storie "ultranere" di Parker (un delinquente implacabile, assolutamente privo di scrupoli), ecco qui di seguito una sua "lezione di gourmet".

         

        UNA  RICETTA  DI  DONALD  E.  WESTLAKE --Da: Bred Any Good Rooks Lately?

        "Cooking the Australian three-toed sloth is a very difficult task. The only portion that is acceptably edible is the long middle toe which the creature uses to hang from trees. The best way to treat the meat is by slow cooking it over hickory smoke. Nothing else really is satisfactory, though many other methods continue to be tried. In fact, too many cooks broil the sloth."

        "Cucinare il bradipo tridattilo australiano [Bradypus tridactylus, N.d.R.] è impresa assai ardua. E' una creatura con un'unica parte veramente commestibile: il ditone di mezzo, che usa per aggrapparsi agli alberi da cui spenzola a testa in giù. Il modo migliore di trattare la carne del bradipo è cucinarla a fuoco lento; il fuoco deve essere fatto con legna di noce hickory. Nessun altro sistema riesce, sebbene si continui a provare i metodi più svariati. Si sa: troppi cuochi rovinano lo stufato."

                

I romanzi su Parker e su Mitch Tobin .

La serie di Dortmunder e gli altri umoristici

Tutti i film!! .  

Bibliografia

 

Westlake, Donald E., "Dortmunder and Me, in Short", prefazione a Thieves' Dozen, Mysterious Press, New York, 2004. ISBN: 0-446-69302-2
Westlake, Donald E., "Introduction", in Levine, Mysterious Press, New York, 1984. ISBN: 0-89296-063-9
Lia Volpatti - Prefazione a Come sbancare il lunario (Bank Shot), Oscar Mondadori N. 1401 (1973).

      Ha scritto inoltre su di lui:

Maxim Jakubowski in The Bumper Book of Pulp Fiction, edito da Robinson

The Bumper Book of Pulp Fiction: ben 600 pagg. dedicate ai maestri del giallo - Dashiell Hammett, Mickey Spillane, Donald Westlake, Robert Bloch, ecc. Maxim Jakubowski la chiama "pulp fiction", e con cognizione di causa: lui è stato il fondatore del Murder One book shop di Londra, e ha pubblicato più di 30 gialli e romanzi di SF, vincendo l'Anthony (premio per il mystery basato su fatti realmente accaduti) e il Karel (premio europeo per la fantascienza). Per anni Jakubowski ha curato l'antologia New Crimes. E' un'autorità anche nel campo della cinematografia.

                                                                                                

                                                                   La sconfinata bibliografia westlakeiana

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