DITELO CON I FIORI

 Ladies and Gentlemen:
Mister DONALD E. WESTLAKE !

di peter patti

  7 - The Road To Ruin
Nella sua undicesima avventura, Dortmunder si ritrova nei panni di un assai improbabile maggiordomo.

Nel possedimento dell'odioso quanto ricco manager Monroe Hall (che negli anni Ottanta-Novanta avremmo definito uno "yuppie") si sono infiltrati, insieme a John Arcibald, Stan Murch (nei panni dell'autista), Andy Kelp (in qualità di segretario personale) e la "roccia semovente" Tiny Bulch (quest'ultimo ovviamente con l'incarico di addetto per la sicurezza).

Monroe Hall ha già preso in giro tanta gente: è ora dunque che la banda Dortmunder gli dia una bella lezione, appropriandosi di buona parte dei suoi averi.

Senonché, altre persone sono interessate a entrare nella villa del tycoon, tra i quali alcuni operai di fabbrica fermamente intenzionati a effettuare una sorta di "risproprio proletario".

Un romanzo ricco di situazioni umoristiche, assai vicino a quelli degli anni Settanta che contraddistinsero la serie su Dortmunder; ma vi vengono trattati anche temi attualissimi.

"Ora che è in corso una guerra, gli ispettori delle tasse sono a caccia anche dei pesci piccoli come me" disse Flip.
"Una guerra?" Fu Buddy stavolta a esprimere lo stupore generale. "Che guerra?"
Flip si mostrò stupito a sua volta. "Come!" esclamò. "Non sapete niente della guerra?"
No, non lo sapevano. Probabilmente, presi com'erano dal loro piano, gli era sfuggito che ci fosse una guerra in corso.
Mark domandò, come se stesse informandosi sul pedigree e sulla bontà di un animale di razza: "Che guerra è?"
"Lo chiamano Progetto Duratorio di Sorveglianza & Prosperità nel Nome del Signore" spiegò Flip.
Mac chiese: "La chiamano così, la guerra?"
Flip annuì. "Ovviamente si sono rivolti ad agenzie di consulting e hanno svolto diversi sondaggi prima di scoprire che questo è il nome più appropriato" disse.
"Ma non è così che si chiamano le guerre!" protestò Mark. "Prima c'era la Guerra Civile. O la Guerra d'India, o la Guerra Francese..."
"La Guerra dei Trent'Anni" suggerì Mac.
"Le guerre napoleoniche" aggiunse Buddy.
"La Guerra dell'orecchio di Jenkins" ricordò Os.
"Beh" concesse Mark, "non tutte erano sempre onorevoli o giustificate, ma nella maggior parte sì."
Ace pregò Flip: "Dillo di nuovo".
"Progetto Duratorio di Sorveglianza & Prosperità nel Nome del Signore."
"Sembra uno di quei depliant religiosi che ti infilano sotto la porta" filosofeggiò Buddy.
"E' un progetto molto avanzato" gli assicurò Flip. "In piena sintonia con il mondo di oggi."
"Come la sindrome del tunnel carpale" gettò là Buddy.
Mark interferì: "Sentite, dimentichiamoci di questa guerra e del suo nome". E, fissando Flip in maniera aperta, attenta, onesta, così gli si rivolse: "Noi siamo venuti qui per appurare se la tua possibilità di accedere liberamente nella proprietà di Hall, unita alla nostra organizzazione e alla nostra forza di volontà, può consentirci di posare le mani su quel bastardo."
"Che cosa volete fargli?" chiese Flip. Non era assolutamente certo di volersi fare coinvolgere in un caso di omicidio, ma riteneva opportuno almeno ascoltare quello che loro avevano da proporgli.

(................)


I tentativi di entrare nella proprietà da parte del gruppo di vendicatori non affiliati a Dortmunder & Co. si risolverà in una sorta di battaglia di Alamo... Leggere per credere!

Sono curioso di vedere quanto tempo passerà stavolta prima che questo Westlake venga tradotto e pubblicato in Italia.


(Romanzo del 2004)

   
 

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