Westlake esordì come "Tucker Coe"
lanciando il personaggio di Mitch Tobin, un ex piedipiatti che ormai ha un'unica
filosofia: costruire un muro attorno al proprio giardino. Il muro dovrebbe rappresentare
una barriera definitiva tra lui e il mondo, e il lavoro aiutarlo ad espiare il passato (un
collega della polizia rimase ucciso per colpa sua). Ma, nonostante la sua voglia di
rimanere isolato, Mitch Tobin viene puntualmente coinvolto in qualche nuovo caso...
Uno dei gialli-capolavoro che vedono come protagonista questo poliziotto fallito si svolge
nell'inquietante e grottesco ambiente di un... manicomio (Wax Apple, 1970).
Tutti i romanzi della serie Mitch Tobin (by Tucker
Coe):

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Con un altro pseudonimo - "Richard Stark" - Westlake
scrisse la serie sul suo più famoso antieroe: Parker. Parker è il
"duro" per eccellenza. (Vedi gli INCIPIT.) Al contrario
dell'ex poliziotto Mitch Tobin, Parker non conosce rimorso, non si richiama a nessuna
istanza morale, e ogni suo colpo è realizzato con spettacolare freddezza. Da
alcune storie su Parker sono stati tratti film di grande successo
(Point Black, con Lee Marvin, e il più recente Payback, con Mel Gibson). |
Copertina
di Payback (Anonima carogne), Marco Tropea Editore |
A questi due primi antieroi westlakeiani - Mitch Tobin e Parker
- se ne devono aggiungere tanti altri che spesso vivono per lo spazio di un solo
romanzo. Uno dei criminali più notevoli è senz'altro Carey Thorpe, il critico
cinematografico protagonista di Enough (1977). Uccisa l'amante in uno scatto d'ira, il
brillante e fino ad allora tranquillo scrittore è costretto a commettere tutta una serie
di omicidi, allo scopo di sviare ogni sospetto dalla sua persona. Anche un investigatore
privato che cercava di ricattarlo deve essere fatto fuori...
Le indagini vengono affidate a un giovane poliziotto che, guarda caso, è un
appassionato di cinema e grande ammiratore di Thorpe. Il giovane detective non solo
difende il critico, ma gli offre pure la sua amicizia. Al fianco del nuovo
"mate", il pluriomicida Thorpe si ritrova a dover fare da Sherlock Holmes,
aiutando la polizia a risolvere vari misteri. La vicenda si complica ancora di più quando
la moglie del poliziotto finisce a letto con lui... |
Kahawa (Viking, New York, 1982) è un pulp-noir ambientato in
Uganda.
 Sulle sponde
del Lago Vittoria, un gruppo di mercenari e desperados progetta il furto di un carico di
caffè. O, più precisamente, il rapimento di un treno che trasporta caffè. A Idi Amin
(sì, proprio lui: il Generalissimo in persona) la sparizione del "treno del
caffè" non garba proprio... Un romanzo ingegnoso. Westlake descrive
magnificamente l'atmosfera che impermea il pianeta Africa. |
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recensioni, ecc.
INCIPIT DEI ROMANZI SU MITCH TOBIN
Murder Among Children (Oggi a voi, domani a lui)
Tre bambini corsero allegramente verso di me, sbucando da
una strada laterale alla mia destra. Parlavano tra di loro in italiano, agitando le mani e
ridendo. Quando furono alla mia altezza, uno di loro alzò lo sguardo e incontrò il mio.
Disse qualcosa in fretta, continuando a ridere. Non capii una parola, ma il tono era
allegro, senza malizia, e l'espressione della faccia innocente. Perciò sorrisi e feci un
cenno con la mano. -Ciao, bambini.
Il raggio di luce della mia torcia illuminava vecchie
vignette politiche: aquile minacciose con i visi biechi di politici morti decenni prima,
uomini sghignazzanti, incredibilmente obesi, definiti "Le Compagnie
Ferroviarie", donne sottili ed emaciate che trascinavano stendardi nella polvere.
Ognuna di quelle stampe era conservata con cura, incorniciata e munita di vetro
anti-riflesso e aveva un custode, io, per proteggerla di notte dai ladri e dai vandali.
Kinds Of Love, Kinds Of Death (Oltre il muro)
Stavo lavorando al mio muro quando, da dietro l'angolo
della casa, mi capitò Wickler che gridò: - Ehi, Tobin, cosa state facendo? - Non aveva
nessun diritto di rivolgersi a me con tanta confidenza.
Appoggiai il piccone, uscii dalla fossa e dopo essergli andato vicino gli girai attorno,
lo agguantai per il collo e per il sedere e lo scaraventai fuori. - Esiste una porta -
dissi. - Quando hai voglia di parlarmi, suona il campanello.
INCIPIT DEI ROMANZI SU PARKER
The Hunter / Point Blank! (Anonima carogne)
Un tassista, sbarbato di fresco, gli offrì un passaggio
sulla propria Chevrolet. Parker lo mandò al diavolo.
L'altro replicò augurandogli di tutto cuore una serena impiccaggione, dopo di che sterzò
e se ne andò bofonchiando al posteggio.
Parker sputò, accese una sigaretta e si incamminò verso il ponte George Washington.
Quando gli tolsero le bende, Parker guardò lo specchio e
vi vide un estraneo. Annuì all'estraneo, quindi si rivolse all'immagine del Dottor
Adler...
The Mourner (Fatti sotto, Parker!)
Quando il tizio che soffiava come una foca emerse infine
dalla scala di soccorso ed entrò nella camera, Parker gli sferrò un pugno e poi gli
tolse la pistola. L'asmatico si accasciò sul tappeto, ma fuori ce n'era un altro che
piombò addosso a Parker, dalle spalle, come un sacco da campeggio che avesse avuto due
braccia. Parker si lasciò cadere, girandosi in modo da schiacciare sotto di sé
l'avversario, ma non ci riuscì bene. Caddero fianco a fianco, dibattendosi, mentre l'arma
volava lontano nell'oscurità.
Parker saltò giù dalla Ford con una pistola in mano e il
pacchetto dell'esplosivo nell'altra. Grofield scese e si mise a correre, mentre Laufman
rimase chino sul volante col piede che batteva nervosamente sull'acceleratore.
Parker aspettò che il cameriere se ne andasse. Appena
rimasto solo, sollevò il ricevitore e diede il numero alla centralinista dell'albergo. Il
microfono, incollato all'orecchio, gli trasmise una serie di gracidii. Cominciava a
spazientirsi, e già stava pensando di scendere a telefonare direttamente da una cabina,
quando la confusione di rumori inutili cessò e Parker sentì squillare l'apparecchio.
Là in alto, la musica era solo un pulsare sotto i piedi.
Un pulsare lontano. Giù, in basso, sotto il tetto e sotto gli uffici, nell'anfiteatro a
forma di zuppiera, la folla ululava e gridava e incitava i quattro musicisti nel fondo
della conca. I musicisti assorbivano il boato che si rovesciava su di loro, lo
ritrasmettevano alle chitarre elettriche e agli amplificatori, e ributtavano fuori
valanghe di suoni che inghiottivano l'urlo della folla. E la folla aveva la sensazione che
quei suoni fossero come schiaffi caldi in piena faccia.
The Black Ice Score (Parker
e i diamanti neri)
Parker entrò nella sua camera d'albergo e vi trovò un
tizio che stava frugando nella sua valigia, spalancata sul letto. All'arrivo di Parker
l'altro alzò gli occhi.
- Va bene così - dichiarò tranquillamente. Aveva una pronuncia indefinibile.

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