Con questo pezzettino di letteratura "noir" appoggiato ai nervi come una lama di coltello, non possiamo che viaggiare attraverso il Quotidiano con uno strano ghigno che ci deforma i lineamenti. Perfidie č una piccola opera che si legge tutta d'un fiato. Ribolle d'idee senza per fortuna essere proteiforme fino all'esasperazione.
I nove racconti della raccolta fotografano - come annuncia il titolo - situazioni ignominiose.
A parte qualche svista lessicogrammaticale (come spesso accade nel caso di autori esordienti, anche qui l'editing č stato fatto superficialmente: vedi il racconto "Leila"), i testi sono abbastanza intriganti e invitano alla ri-lettura.
Mauro Collovā passa per tutti i registri di cattiveria, di perfidia (ma č la vita stessa a essere perfida), esplorando varie tecniche narrative. Cosė abbiamo racconti bifocali come "I consigli di Jakob", dove una situazione viene osservata dal punto di vista di due personaggi, e altri in cui l'assassino č in realtā... la vittima. Si tratta di "pulp", sė. E, sicuramente perché viviamo in un mondo "pulp", il libro riesce a renderci ilari, briosi e gai. Soprattutto lā dove interviene l'Imprevisto a complicare le cose.
La prosa di Collovā č stringata, come quella di Peter Bichsel o di certi maestri del genere. I finali sono schiocchi di frusta, e quasi sempre imprevedibili.
Il volume contiene alcune illustrazioni di Massimo Soldini.