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Recensioni


Marco Angelotti: Non sette donne
Prospettiva editrice


Articolo di franc'O'brain


Nel corso degli ultimi anni, Prospettiva editrice ci ha abituati ai prodotti più svariati, dagli on the road di autentici desperados nostrani a testi che riflettono e fanno riflettere sulla "normale follia quotidiana". Con Non sette donne di Marco Angelotti, a quelli di Prospettiva è riuscito decisamente il gran colpo.

E' un romanzo che consiglio a tutti, anche e soprattutto ai giovani scrittori che hanno già pubblicato la loro opera prima e sono forse rimasti stupefatti a fronte delle critiche negative. Non sette donne è destinato a raccogliere solo plausi; e a ragione. La storia è avvincente e raccontata benissimo, da vero professionista della scrittura quale Angelotti è (o è in procinto di divenire; tra parentesi, questo è il suo secondo romanzo ufficiale).

Argomento principale è il gioco delle coppie, coppie che rischiano immancabilmente di "scoppiare", tormentate come sono dal micidiale trio Tempo, Dovere & Necessità.
Sul rapporto tra lo scrittore Tosco e la sua ragazza è stampigliato un grosso punto interrogativo. Come tutti gli intellettuali, Tosco soffre della nevrosi dello stillicidio di ore e giorni. In questo psicogramma (godibile, però), Angelotti inserisce una vicenda parallela, apparentemente frutto della fantasia del personaggio principale.

La realtà può essere rappresentata solo così com'è, ovvero spezzettata nella sua dicotomia. Per misurarla abbiamo gli strumenti della nostra conoscenza. Gli strumenti di Marco Angelotti enucleano l'assurdità del Tutti-i-Giorni, dove il caso e le coincidenze la fanno da padroni. Paradigma e, al tempo stesso, pietra di paragone della relazione di Tosco con la sua compagna è il manoscritto di un suo romanzo...

Non sette donne è una sorpresa davvero gradita. Bisogna tenere a mente il nome di questo Autore, mentre anche noi andiamo distruggendo i nostri amori, le nostre passioni, soccombendo sotto il peso delle attività quotidiane... ognuno di noi simile a "una foglia di platano in balìa d'una folata di vento a Novembre".