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A.Lex: Picaresco Edizioni: ---
Articolo di franc'O'brain
Simpatica raccolta di episodi e siparietti dalla vita di uno "scrittore part-time". La scelta del titolo è infelice; ma l'Autore lo capirà da sé maturando e, soprattutto, acculturandosi.
Leggendo questo libro, mi è venuta in mente la mitica trilogia di Nick Twisp, che ha fatto la fortuna dell'americano C.D. Payne. Tra l'adolescente Nick Twisp e ALex (o A.Lex: non si è capito bene) ci sono dei parallelismi evidenti, anche se l'uno è figlio della borghesia californiana e l'altro del proletariato nostrano.
ALex/A.Lex si diverte molto con gli scherzi lessicali, cercando di divertire anche noi. E spesso ci riesce.
Tra masturbazioni e "Calumet del Catrame", in Picaresco si snoda una quotidianità che nulla ha da invidiare a quella dei Cannibali, la cui stagione è comunque trascorsa di gran pezza.
Ricopio, a beneficio degli interessati, due brevi stralci del libro, scelti quasi a caso:
"Sbuffò. La stavo annoiando: cattivissimo segno. - Te l'ho detto: le spalle! Sono troppo grosse, non mi piacciono. Io adoro i ragazzi con le spalle piccole, magre, magari anche po' spioventi... sai, fanno molto "poeta maledetto", sono malinconiche... - fissò la mia schiena proletaria con aria disgustata - le tue invece... sono muscolose, volgari, come di uno che fa il muratore -."
"Ho smesso di fumare ma, come diceva Totò, un uomo senza vizi equivale ad una minestra insipida, ragion per cui ho cominciato a bere.
Più che il titolo (lo sottolineo: erroneo), incuriosisce il nome dell'Autore. "Alex" vorrebbe forse stare per "senza legge" (a privativa greca più lex, latino "legge") e si ispira probabilmente all'omonimo protagonista di Arancia meccanica, archetipo di tutti i teens sbandati e "rowdy". Io comunque insisto a paragonarlo a Nick Twisp (moderno Holden Caufield), per via di determinati episodi che si rassomigliano. Il personaggio creato da Payne ha le stesse empatie e gli stessi sbalzi d'umore di ALex. Ma qui naturalmente manca il tocco redazionale, oltre a un serio controllo del gesto creativo, che è assolutamente necessario per riuscire come scrittore. A ogni due-tre righe sembra di sentire una valvola che sfiata in modo anomalo. Questo tipo di prosa discorsiva va bene tutt'al più per le lettere elettroniche, non per un prodotto letterario tout court. A tratti ci si imbatte in ottimi passaggi ("A esser sincero, da quel giorno non ho più visto la Falciatrice. Per un po' sperai che si dimenticasse di me, ma conclusi infine che mi conveniva tenermela buona: con certe ammiratrici non si può mai dire"), cui però fa seguito una nuova ricaduta di stile.
Facit:
La stoffa c'è, il materiale anche. Vediamo di farli combaciare.

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