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Recensioni
George Steiner: Errata - Una vita sotto esame Garzanti, Milano, 1998
Articolo di franc'O'brain
Non capita spesso di leggere qualcosa di veramente impegnativo in questi tempi grami.
Dunque, voglio spendere qualche parola su questo libro di George Steiner (si pronuncia "Stìner", presumo). L'autore è in possesso di una cultura veramente enciclopedica, ma per uno come me che ingurgita troppi libri leggeri, di intrattenimento, di thrilling, assorbire cotante nozioni e riflessioni allineate l'una dietro all'altra (con poche concessioni a una sbirciatina alla vita privata di chi le enuncia) risulta - sinceramente - spesso stancante.
Scrivo queste righe dopo aver "consumato" tre quarti del volume; ormai lo riservo ai momenti in cui la mia intelligenza è in ribasso e ha assolutamente bisogno di essere stimolata. Già: a volte occorre fare allenamenti duri per rimanere in forma...
Errata è un'opera molto (troppo) densa. Un pamphlet contro il razzismo e l'ipocrisia a ogni livello (soprattutto negli ambienti accademici), ma ancor più un "agone con se stesso" sui temi arte, letteratura, scienza e religione. Non vorrei sbagliarmi, ma mi pare che, nel tentativo di dare una risposta a determinati quesiti - anzi: Quesiti - di carattere etico e filosofico, Steiner arrivi a volte a contraddirsi. E' prolisso, spesso se ne va per la tangente...
Questa "autobiografia culturale" è stata vergata - si nota subito! - in età avanzata e sopra a un letto di allori; pecca di un tono un po' troppo "professorale".
A una mente piccola come la mia, non resta che centellinarla, godersela pian piano, per evitare il Big Bang di sinapsi e cellule grigie.
Mi incuriosisce ora leggere, di Steiner, le opere di narrativa e quelle di pura critica letteraria: sono certo che sono validissime.
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