Gli alieni parlano il sanscrito

Presentazione di P.M., alias Rodulf von Gardau

Permettetemi di spezzare una lancia per i (som)movimenti culturali della piccola (ma solo geograficamente) repubblica "Helvetia", segnalandovi una mia scoperta personale di cui vado particolarmente orgoglioso:

       P.M., ovvero Rodulf von Gardau.

Due pseudonimi, stesso autore. I romanzi e i "manuali di sopravvivenza" di P.M., davvero comici, sono basati su una pseudoideologia marxiana (ancor piu' che marxista) che sfocia quasi sempre in un esoterismo delirante. P.M. (piu' tardi, appunto, Rodulf von Gardau) ha, in anni piu' recenti, fatto uso del genere fantasy per dar colore alla sua fantapolitica (o ucronia), ma scrivendo sempre con quella buona dose di umoristica erudizione che non guasta mai. Di questo autore non si sa praticamente nulla, a parte che e' un "luculliano" emerso all'improvviso dalla scena zurighese dei collettivi delle case occupate e che - come deduco dai suoi libri - deve aver quasi sicuramente studiato sociologia o affini.
P.M. non e' stato mai preso in considerazione da noi, nemmeno dall'editoria di sinistra. E in fondo anche in patria e' conosciuto solo da un circolo ristretto di aficionados. Ritengo assolutamente degni di traduzione almeno due dei suoi romanzi risalenti agli anni '80-'90: Weltgeist Superstar e Tripura Transfer, che alla loro uscita trovarono un certo riscontro di pubblico anche in Germania (terra dove si legge di tutto e di piu') in edizioni curate da importanti case editrici.
Valevole di attenzione anche Der goldene Weg, La via dorata, del 2003, e la corposa trilogia (1167 pagine) sull'Anno 1000.

 Weltgeist Superstar (1980) e' un colpo di genio che potrebbe farsi rientrare nella fantascienza umoristica. Vi incontriamo un Karl Marx che non e' morto, bensi' gira attorno al nostro pianeta a bordo di un UFO. Ma nel libro sono anche contenuti la grammatica e il dizionario di un idioma che si basa sul sanscrito ma che in fondo e' completamente inventato (e che serve a prendere contatto con gli extraterrestri), oltre a una postfazione dedicata alla fisica dei quanti. Tutto comincia pero' con un'intervista immaginaria con l'autore, che vive in una New York dove benzina, carta ed energia elettrica sono divenuti beni rari. L'avventura vera e propria, che ha inizio a Bielefeld, "cittā proletaria" della Germania, ci conduce in villaggi afgani e nelle province rurali degli States...
Un debutto davvero entusiasmante.

Tripura Transfer e' lo spietato ritratto parodistico degli Anni Novanta, epoca del boom del "New Market". Vi si accarezza gia' il sogno di "spannare", ovvero arricchirsi, allo scopo di potersi ritirare ancora giovani a vita privata (cosa che per P.M. ovviamente corrisponde a una vita "alternativa": l'unica utopia possibile). Anche questo romanzo contiene extravaganze varie, di cui la piu' rimarchevole e' certamente un gioco da tavolo con tanto di figure e istruzioni per l'uso. L'io-narrante e il suo simpatico amico Andi, che fanno la spola tra l'Europa e la Big Apple e finiranno per dover combattere contro un fantasmagorico drago, esprimono il desiderio della loro generazione - ma anche di quella a venire - di non lasciarsi sfruttare dal sistema bensi' di sfruttarlo come catapulta verso una nuova esistenza: anche a costo di dover sfidare i servizi segreti e altre oscure potenze, di cui gli alieni sono sicuramente la parte meno infida.

 Alex Klar, il protagonista di Der goldene Weg, ha gia' compiuto il grande passo: si e' ritirato su un'isoletta greca. Alex č uno scrittore che ha per caso scoperto che un suo testo di esoterica e' stato pubblicato non solo senza il suo consenso, ma anche sotto il nome di un altro autore. E' dal suo eremo sull'Egeo che narra le sue (quanto incredibili?) vicende ambientate all'inizio del nuovo millennio e che lo hanno condotto fino a quelle assolate coste. L'intera vicenda si aggira intorno a una piccola casa editrice che ruba manoscritti, a un uovo d'oro, a un ospizio in cui si svolgono attivitā assai proficue e a certi piani sovversivi presenti su "Auronet", una rete clandestina che conduce un'esistenza parassitaria nelle viscere di Internet.
In Der goldene Weg, P.M. mescola piu' decisamente la sua utopia (o, meglio, "anti-utopia") di stampo fantascientifico con elementi tipicamente fantasy.

 La trilogia di un Medioevo "fantastico" Die Schrecken des Jahres 1000 - Kumbi - Pukaroa (1996-1999) interessera' parecchio non solo il pubblico versato in politica e ideologie, ma anche chi si interessa alla Storia. Per questo suo opus, il misterioso autore svizzero ha adottato lo pseudonimo Rodulf von Gardau: il medesimo del carattere principale della saga.
Corre l'anno 995 (o 994: nessuno lo sa bene; le date a quel tempo non avevano l'importanza che viene loro attribuita oggi). Rodulf von Gardau, un piccolo cavaliere della Mitteleuropa, cade nella rete del New Feudal Management e perde terreni, castello e ogni forma di reddito. Senonche', l'impero a cui fa capo Ottone III viene abbattuto da una delle tante rivolte di contadini e nasce una nuova civilta' senza reggenti ne' padroni, senza preti ne' commercianti. E, evento che P.M. si  augura in molte delle sue opere, il patriarcato - foriere di tanti assurdi conflitti - e' stato sostituito da un dolce matriarcato. Questa rivoluzione e' in atto non solo in Europa: i contadini e i diseredati si rivoltano in ogni parte del globo terrestre. Cadono cosi' anche la Cina, che nel X secolo era assoggettata alla dinastia Sung, e il Regno Kumbi nell'Africa Occidentale. Insieme ai regni e agli imperi scompaiono in maniera naturale pure i confini tra i popoli; gli eurasiatici possono ora liberamente viaggiare in direzione Africa, America e Australia, e il sapere, fino ad allora prerogativa dei potenti (ovvero nobilta' e clero), viene messo a disposizione di ciascuno in "libere accademie".
Il prode Rodulf vive le sue avventure in Europa (vol. I), in Africa (vol. II) e sul continente americano, poi in Cina e di nuovo nella Vecchia Europa (vol. III), sempre sballottato qua e la' dalla "ditta" che finora ha regolato le vicende del mondo - la "Abendland AG" -, la quale logicamente non vuole mollare le redini del comando.

Amberland (1999) e' la descrizione, in forma di guida turistica, di un'isola... che non c'č. Dopo l'uscita del libro, l'editore fu subissato da richieste di lettori che volevano sapere come poter raggiungere quel magnifico luogo immaginario...

 Ma forse il prodotto piu' pazzo uscito dalla macchina da scrivere di P.M. č bolo'bolo (1983). bolo'bolo inizia come un pamphlet sociopolitico e sfocia in una proposta - a tutti gli effetti fantastica - di istituire comunita' metropolitane autarchiche: unica possibilita', oggi, di sconfiggere la P.A.M., Planetare Arbeitsmaschine (Macchina-Lavoro Planetaria). In questo libro P.M. critica non solo il capitalismo, ma anche il suo pendant: il socialismo di marca sovietica. E cio' molto prima della Caduta del Muro.

 

Il discorso viene ulteriormente sviluppato in Subcoma (2000). Subcoma e' un ricettario del possibile e dell'impossibile per costruire un altro futuro in seno alla societā dei consumi. (Nel libro e' contenuta anche una ricetta di cucina!) 

C'e' poi Agbala Dooo!: Eine Reise durch das Helvetische Territorium (57) im Jahre 205 p.r. (1988). Gia' sentito parlare di Filonex, Rotopter, Helvetopolis o Rotaped? Sicuramente no. Queste espressioni esistono solo nella storia che, a cominciare dal 1800, si svolge parallelamente a quella che conosciamo noi. P.M. parte da una ipotesi: che cosa sarebbe la Svizzera oggi e quale sarebbe il suo ruolo nel mondo se il cosiddetto Periodo Elvetico, iniziato nel 1798, non fosse terminato gia' nel 1804, e dunque pochi anni dopo, ma avesse continuato fino ai nostri giorni? Quel quinquennio fu caratterizzato da tutta una serie di processi dinamici altrimenti mai piu' ripetutisi in Svizzera: vennero fondati nuovi cantoni e nuove istituzioni, poi vennero trasformati, eliminati, riformati di nuovo...
Protagonista di Agbala Doooo! e' Kanua Igbono, un ingegnere di ponti del Lagos, che nell'anno 205 p.r. (il 1998 secondo il nostro calendario) intraprende un viaggio attraverso il territorio elvetico a bordo della sua "Aluminium-Rotaped" (bicicletta) a dodici marce. Tra Les Verričres (Cantone dello Jura) e Altstätten (Cantone Säntis), Kanua, grande ammiratore dei famosi ponti di legno del costruttore Hans Ulrich Grubenmann (1709-1783), visita sadici buongustai, vecchi uomini che impiegano il loro tempo a costruire curiosi robot (anche il Capo di Stato e' un automa...), villaggi neolitici, sette dedite a insoliti riti estatici, citta'-biolaboratori completamente deserte... La Svizzera del romanzo ha in comune con quella odierna quasi unicamente il paesaggio. In tale nazione, in cui convivono svariate ma omogenee forme di vita sociale, si registrano immancabilmente "conflitti di civilta' ", ma l'esistenza risulta molto piu' facile, piu' giocosa, piu' gustosa di quella nella Svizzera reale...

*****************

P.M. e' occupato attualmente in un progetto dal nome "KraftWerk 1", il cui scopo e' di formare nel centro di Zurigo (e dunque nel cuore del capitalismo) una comunita' di coabitazione e di lavoro di 700 persone: tentativo di un'alternativa sociale ed ecologica al sistema in vigore, ovvero alla famigerata "Macchina-Lavoro Planetaria".



Siamo stanchi di sentire ripetutamente borbottare: "Se lo avessimo saputo prima...". Cio' vale sia per i massacri compiuti dai Romani in Gallia che per le guerre sassoni di Carlo Magno, sia per le Crociate che per Auschwitz... I nostri avi hanno miseramente fallito, e non perche' non sapevano quel che facevano, bensi' perche' erano disorganizzati, egoisti e cinici come lo siamo noi oggi... Informazione e presa di coscienza sono alla portata di ognuno, sempre e comunque: uno deve solo servirsi... Non esiste una "logica della storia" che possa giustificare gli errori. Tutte le "costrizioni" sono state inventate dagli uomini che per esse devono essere reputati responsabili. Nessuno e' prigioniero delle "tradizioni". Cosi' come oggi non puo' esserci perdono per gli agenti della Stasi e per i comandanti e boia dei campi di concentramento, non c'e' alcuna scusante per i nostri antenati. I loro crimini, e soprattutto il loro fallimento a fronte dei crimini, non si merita una sospensione per scadenza di termini. Non ha importanza se questi crimini risalgono a venti o a mille anni fa. Il tempo non puo' lenire le ferite, in quanto niente e' mai veramente cambiato. Al contrario: piu' antichi sono i crimini e peggio e', poiche' piu' risaliamo indietro nel tempo e piu' radicale e' il cambio di percorso dovuto alla falsa collocazione dei binari... Allora [nell'Anno 1000] una correzione della storia patriarcale sarebbe stata altrettanto possibile come lo e' oggi. Il nostro presente puo' diventare una storia sbagliata esattamente come accadde mille anni fa.

(Dalla Prefazione a Die Schrecken des Jahres 1000, vol. I)

 

*****************

bolo'bolo in italiano! Edizioni La Baronata, casella postale 22, 6906 Lugano, ¤ 14,50