C'è una teoria che afferma che, se qualcuno scopre esattamente qual è
lo scopo dell'universo e perché è qui, esso scomparirà istantaneamente
e sarà sostituito da qualcosa di ancora più bizzarro ed inesplicabile.
C'è un'altra teoria che dimostra che ciò è già avvenuto.
(Douglas Adams, The Hitchhiker's Guide to the Galaxy)
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Ovviamente tutti conoscono i romanzi di Douglas Adams. Ma se per davvero ci fosse qualcuno che, vivendo in una galassia tutta sua, non si è mai procacciato nessuna di queste fantasmagorie, gli consiglio vivamente di farlo; pena altrimenti la teleportazione nel ristorante al termine dell'universo (!!!).
Ho riletto a distanza di circa dieci anni dalla prima, felice volta, l'intera saga di Adams. In dieci anni possono accadere tante cose, sia nell'ambito delle ricerche scientifiche sia in quello della letteratura di SF; eppure, le "trovate" di Adams non hanno smarrito neppure uno iota della loro freschezza.
La sequenza è questa:
- Guida Galattica per gli Autostoppisti
- Ristorante al termine dell'universo
- La vita, l'universo e tutto quanto
- Addio, e grazie per tutto il pesce
- Praticamente innocuo (Più propriamente: Fondamentalmente innocuo; "Mostly Harmless")
L'autore si approccia alla fantascienza in maniera parodiante: non per niente la sua biografia presenta parecchi links che riportano ai mitici Monty Python. Perciò, nessuno deve aspettarsi di imbattersi nei suoi romanzi in qualche spiegazione su base tecnologica, come siamo stati abituati dai "classici" del genere. E' il caos a regnare l'universo, un universo in cui vivono le razze più svariate (questi libri sono un autentico bestiario "marziano", in effetti!). Tra tutte le razze, quella umana è una tra le più inferiori. Anzi, ben presto scopriremo addirittura che topi e delfini sono/erano i veri padroni del nostro pianeta...

Lo spazio è vasto. Veramente vasto. Non riuscirete mai a credere quanto enormemente incredibilmente spaventosamente vasto esso sia. Voglio dire, magari voi pensate che sia un bel tratto di strada andare fino alla vostra farmacia, ma quel tratto di strada è una bazzeccola in confronto allo spazio. Ascoltate...
Arthur Dent è il tipico "Homo anglicus"; dunque niente di strano che si ritrovi a viaggiare per le galassie con indosso una vestaglia e con le pantofole ai piedi. Non c'è nulla di paradossale neppure nel fatto che non si sia mai accorto che l'amico Ford Prefect (compagno di bevute nel pub all'angolo) sia una creatura da un altro mondo (e, più specificatamente, un ricercatore per la "Guida Galattica"). È Ford a prendere lo stonato Arthur Dent con sé su una nave spaziale nel momento in cui la Terra viene distrutta per far posto a una superstrada iperspaziale.
Arthur non è l'unico umano sopravvissuto: c'è infatti anche Trillian, una sua conterranea che il bicefalo - e dicotomico! - Zaphod Beeblebrox ha abbordato durante un party in costume a Londra.
Per chi non lo sapesse: Adams era attivo anche come ecologista (Last Chance to See, che scrisse insieme allo zoologo Mark Carwardine, è il diario di un viaggio intorno al mondo alla ricerca di "animali da salvare", viaggio organizzato dalla BBC per un documentario radiofonico che riscontrò allora enorme successo); il libro è corredato da numerose fotografie. Inoltre, Adams amava molto la musica (i Beatles, Bob Dylan; e i Pink Floyd, con i quali coltivava ottimi rapporti, tanto da essere salito una volta sul palco durante una delle loro esibizioni [Earl's Court, 28 ottobre 1994; concerto di beneficenza per l'Environmental Investigation Agency; Adams suonò alla chitarra acustica "Brain Damage" e "Eclipse"]).
Douglas Adams fu stroncato da infarto nel 2001, ad appena 49 anni. Ma DON'T PANIC: lo scrittore continua a vivere nelle sue opere. Il recente film
Hitchhiker's Guide to the Universe, tra l'altro, si basa su una sceneggiatura a cui lui lavorò per un buon ventennio.

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